agriturismo a siracusa in sicilia

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E considerata uno dei centri archeologici più importanti e celebri del mondo.
Fu fondata dai Corinzi nel 734 a.c. sullisolotto di Ortigia e raggiunse il suo massimo splendore grazie allintenso movimento del suo porto che è uno dei maggiori del mediterraneo nel V secolo diventando una Pentapoli, tanto da essere divisa in cinque quartieri: Ortigia, Acradina, Epipoli, Tiche, Neapoli che esistono sino ad oggi.
Le memorie del prestigioso passato sono molte ed imponenti: il teatro greco, scavato nella roccia del colle Temenite, è il più grande impianto scenico dellantichità.
Litinerario archeologico continua con lanfiteatro romano destinato alla lottra tra gladiatori e bestie feroci, il Ginnasio romano, con lara di Ierone dove si svolgevano le più solenni cerimonie religiose, con i templi di Apollo e di Athena, il castello Eurialo, lorecchio di Dionisio (il nome si deve a Caravaggio) la grotta più grande delle Latomie del paradiso che la tradizione vuole servisse al tiranno Dionisio per ascoltare le parole dei prigionieri.
Il trapasso dalla grandezza greca, testimoniata anche dal Museo Archeologico Nazionale considerato uno dei più ricchi ed importanti del mondo, a quella romana é ben visibile nellanfiteatro romano, del III secolo d.C., anchesso scavato, come il teatro greco, direijn ij 0oih uoh ouh ohu ttamente nella roccia.
La protettrice di Siracusa è S. Lucia, amatissima dai siracusani che non hanno però la possibilità di venerarne le spoglie perchè queste da mille anni sono custodite a Venezia.  Gli interventi per riportare Lucia nella sua città sono stati numerosi ma fino ad ora non cè stato nulla da fare.
Nel 2004 il vescovo di Venezia ha concesso che le spoglie tornassero per una settimana. Larrivo in città per mare, era stata trafugata per mare, è stato un avvenimento incredibile. La città, tra il 600 ed il 700 le ha dedicato un prezioso simulacro alto tre metri e settanta centimetri, capolavoro delloreficeria siciliana del XVI secolo che ogni anno, il 13 dicembre, viene portato a spalla da sessanta fedeli che indossano un copricapo verde  in processionedalla cattedrale alla basilica del sepolcro fuori le mura dove per otto giorni rimane esposto alla venerazione. Il simulacro viene anche portato in processione, ma solo in Ortigia, la prima domenica di maggio per il salvataggio dalla carestia.
Le catacombe di Siracusa sono seconde soltanto a quelle romane come estensione.
Immense furono il primo rifugio dei profughi dOriente.
Nel 61 d.C. lapostolo Paolo sostò in quella che sarebbe divenuta la cripta di S.Marciano, proprio sotto la prima cattedrale siracusana, la chiesa di S.Giovanni. Dal tempio si accede allomonima necropoli sotterranea.
Le catacombe di S.Lucia sono le più antiche (220-230 d.C.) e sono su tre piani.
Le catacombe di Vigna Cassia sono le più vaste ed hanno la pianta a croce.
Ortigia per i Siracusani é lo scoglio, il luogo dove ritrovare il senso della propria storia millenaria.
Perdersi per i vicoli di Ortigia è come andare indietro nel tempo: per magia le più diverse esperienze architettoniche convivono armonicamente. Il barocco trionfa ma tutto, dalle chiese ai palazzi, dal vocio del mercato arabo ai gusti delle granite, é li a ricordare che qui sostarono greci e romani, bizantini e arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi.
Per gustare Ortigia bisogna perdersi nei quartieri della Graziella (pescatori), dei Bottai(commercianti), della Giudecca (il ghetto), del Duomo, dove lintreccio delle viuzze si fa più stretto, fra palazzi poveri e gentilizi, scorci di mare, ronchi (strade senza uscita), cortili, giardini.. Andando a caso si fanno le scoperte più belle.
Guardando in alto il barocco esplode nelle mensole figurate, nelle decorazioni di pietra, le cornici a merletto, le ringhiere a petto doca. Ad un certo punto ci si ritrova alla fonte Aretusa, la sorgente dacqua dolce che, secondo la leggenda, permise alla bella ninfa di sfuggire alle brame del dio Alfeo.
Bellissimo il tramonto su Siracusa (secondo Cicerone una delle sette meraviglie del mondo) soprattutto se si prende una delle barche che fanno il giro del porto.

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